La vicenda
La vicenda trae origine dall’azione di responsabilità ex art. 2476 c.c. promossa dal Curatore di una società a responsabilità limitata nei confronti dell’amministratore unico per aver compiuto atti che hanno gravemente leso il patrimonio sociale. In particolare, il Curatore ha contestato all’amministratore di (i) aver prelevato ingenti somme dalla cassa della società; (ii) essersi appropriato di somme ed assegni; (iii) ceduto beni strumentali in favore di una società costituita dal coniuge e dai figli di un socio, la quale avrebbe affittato gli stessi alla società poi dichiarata fallita.
L’amministratore – anche socio della società - si è costituito in giudizio, precisando che i prelevamenti personali effettuati erano una prassi sociale e rappresentavano il corrispettivo per l’attività di amministratore prestata ovvero una divisione degli utili attesi.
La decisione
Il Tribunale di Catanzaro, ritenuto che l’ordinamento riconosce agli amministratori di società di capitali il diritto ad un compenso per l’attività svolta in esecuzione del mandato conferito, ha precisato che, in mancanza di disposizioni statutarie, ove l’assemblea si rifiuti o ometta di procedere alla liquidazione del compenso ovvero lo determini in maniera assolutamente inadeguata, il compenso deve ritenersi indeterminato e, conseguentemente, l’amministratore deve richiederne la liquidazione giudiziale – anche in via equitativa – ai sensi dell’art. 1709 c.c.
In assenza di provvedimento giudiziale, sono illegittimi autoliquidazioni di compenso da parte dell’organo amministrativo.
Il Tribunale ha quindi accolto l’azione promossa dal Curatore, affermando che “l’amministratore è, dunque, responsabile per violazione degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale, compromessa da prelievi di cassa o pagamenti a favore di se stesso o di terzi ingiustificati, per mancanza di inerenza (secondo un principio generale dell'ordinamento), da valutarsi attraverso idoneo riscontro della loro causa nella contabilità e documentazione sociale”.